November 17, 2021

La Befana vien di notte: Le Origini è un film di Paola Randi con Monica Bellucci, Zoe Massenti, Alessandro Haber, Herbert Ballerina, Guia Jelo con Corrado Guzzanti e con Fabio De Luigi, dal 30 dicembre al cinema.

XVIII secolo: Paola (Zoe Massenti), una ragazzina di strada, truffaldina e sempre a caccia di guai, si trova inavvertitamente a intralciare i piani del terribile Barone De Michelis (Fabio De Luigi), un omuncolo gobbo sempre scortato dal fidato e bistrattato Marmotta (Herbert Ballerina), con una sconfinata sete di potere e uno smisurato odio verso le streghe. L’intervento della dolce e potentissima Dolores (Monica Bellucci), una strega buona che dedica la sua vita ai bambini, salva Paola da un rogo già acceso. Tra un magico apprendistato, inseguimenti, incredibili trasformazioni e molti, molti, guai, Paola scoprirà che il destino ha in serbo per lei qualcosa di davvero speciale.. Che la leggenda abbia inizio!

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November 16, 2021

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November 15, 2021

Universal and timeless love, shared experiences, beauty and intensity are often celebrated and imbued in Cartier‘s wonderful creations, and the maison’s latest film of music, artists and action is no exception.

Titled LOVE IS ALL, the joyous choral film pays a shimmering holiday tribute to the beauty of love, creativity, cultural and artistic diversity and sees extraordinary friends of the maison—including Mariacarla BosconoMonica BellucciLily CollinsMélanie LaurentTroye SivanWillow SmithJackson Wang and Maisie Williams—build on each other’s creativity and energy while decked in Cartier’s jewels.

“This film marks a unique opportunity to speak further on love and the connections that bring us all together. As we celebrate the festive season, it also reflects the desire to come together again, like the Friends of the Maison do, to form our own family,” says Arnaud Carrez, Senior Vice President and Chief Marketing Officer of Cartier.

‘LOVE IS ALL’ is set to be released worldwide on November 16.

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November 12, 2021

La Befana vien di notte 2 – Le origini, scritto da Nicola Guaglianone e Menotti, per la regia di Paola Randi, prequel della commedia di grande successo e campione di incassi al botteghino La Befana vien di notte uscirà il 30 dicembre al cinema. Il film è prodotto da Lucky Red con Rai Cinema e in collaborazione con Sky e sarà distribuito da 01 Distribution. Il cast è composto da Monica Bellucci, dalla giovanissima influencer Zoe Massenti, da Alessandro HaberHerbert Ballerina, con Corrado Guzzanti e, con un ruolo del tutto inedito, Fabio De Luigi.

Sinossi

XVIII secolo. Paola (Zoe Massenti), una ragazzina di strada, truffaldina e sempre a caccia di guai, si trova inavvertitamente a intralciare i piani del terribile Barone De Michelis (Fabio De Luigi), un omuncolo gobbo sempre scortato dal fidato e bistrattato Marmotta (Herbert Ballerina), con una sconfinata sete di potere e uno smisurato odio verso le streghe. L’intervento della dolce e potentissima Dolores (Monica Bellucci), una strega buona che dedica la sua vita ai bambini, salva Paola da un rogo già acceso. Tra un magico apprendistato, inseguimenti, incredibili trasformazioni e molti, molti, guai, Paola scoprirà che il destino ha in serbo per lei qualcosa di davvero speciale… (c)

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November 12, 2021

INTERVIEW – L’actrice est au générique de la suite du film éponyme sorti en 2017. Une comédie en 9 épisodes de 30 minutes à découvrir sur Canal+.

Après le film L’Amour flou , dans lequel elle racontait sa séparation réussie avec le comédien Philippe Rebbot et leur invention du «sépartement», appartement commun séparé par la chambre de leurs enfants, Romane Bohringer est l’auteure, réalisatrice et interprète de la série éponyme où elle raconte leur vie «dans le monde d’après». Avec les membres de la tribu Bohringer-Rebbot dans leur propre rôle. Et une invitée de prestige: Monica Bellucci.

TV Magazine. – Comment êtes-vous arrivée sur la série?
Monica Bellucci. –
 Romane m’a appelée à quelques jours du tournage en me disant: «J’ai réfléchi toute la nuit, j’ai besoin de ce personnage et je voudrais que ce soit toi». Romane représente quelque chose de profond pour moi, nous avions tourné ensemble mon premier film français, L’Appartement, en 1996. Il était tellement touchant de se retrouver sur un tournage tant d’années après, les yeux dans les yeux, de partager ce moment de jeu, un moment humain magnifique, d’autant que c’était une période particulière en raison de la crise sanitaire. J’avais beaucoup de respect pour elle en tant que comédienne, je l’ai vue grandir, j’ai découvert qu’elle s’était transformée en réalisatrice. Elle était partout, avec beaucoup d’énergie, et surtout la capacité de transformer la tragédie en délicatesse, en poésie. Et elle m’a fait faire des choses que je ne savais pas faire, comme chanter par exemple.

Quelle est votre perception de cette approche, entre la réalité et la fiction?
Tout paraît improvisé mais tout est écrit et travaillé. On part de la réalité pour arriver à la fiction. Ils se sont inspirés de leur vie pour arriver à la représentation de cette réalité. Il ne s’agit pas d’un documentaire ou d’un reality show, on reste dans un film. Il y a de l’écriture, du jeu, de la réalisation. Il n’y a pas de confusion. Notamment aussi par ma présence et celle d’Éric Caravacca.

Qu’avez-vous ressenti lors du clap de fin après avoir été adoptée par cette tribu?
Je me sentais bien malgré tout car j’avais participé à quelque chose qui m’avait rendue heureuse. J’ai aimé cet esprit de création, de partage, de bienveillance. On tourne souvent dans la douleur, ou tout au moins le stress. Romane a une manière de mettre tout le monde à l’aise, de chercher ensemble. J’avais quitté une jeune comédienne, j’ai retrouvé une femme mûre même si elle a gardé le goût enfantin du jeu. La clé est vraiment de pleurer des choses qui font rire, et de rire des choses qui font pleurer. C’est ce qui fait les grands maîtres de la comédie. (c) tvmag.lefigaro.fr

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November 6, 2021

L’italiana più bella del mondo (“Ma chi ci crede?”) chiama Deva e Léonie le sue “bambine”, anche se sono più alte di lei. Sono loro a tenerla coi piedi per terra. “Torno la sera e dicono: mamma, togli i tacchi e mettiti la vestaglina. La Tour Ei!el in casa non la vuole nessuno”. Perfetto antidoto alle insidie della fama da cui venne distrutta Maria Callas, che l’attrice sta per portare a teatro in Italia. “Si sentiva brutta perché chi aveva vicino non l’amava”
di Candida Morvillo

PHOTO: TOM VOLF

Peccato che non sentiate la voce. Monica Bellucci, quando parla, avvolge come fosse musica. Senti un trillo argentino quando cerca di tenere a bada la ,glia Léonie, 11 anni, («Tesoro, mi vedi che sono al telefono… Ma no, queste unghie sono troppo appuntite. Sembri una strega… Arrivo, sii carina»). Mette la sordina quando si racconta fragile («Non dico mai: sono una donna forte»). Quando ride, e ride tanto, senti tanti campanellini. Come quando le dirò di Eros Ramazzotti che sostiene di essersi pentito di non averla corteggiata abbastanza, tanti anni fa. Ed è lirica quando ti racconta di Maria Callas che interpreta in un recital presto in Italia, dopo Parigi, dopo Atene, che sarà a Milano al Teatro Manzoni il 21 novembre, a Roma il 23, a Venezia il 26 e 27. C’è un passaggio di Maria Callas Lettere e Memorie di Tom Volf che le gira spesso in mente: «Mi piace molto quando dice che cantare non è un atto di orgoglio, ma un sentimento di elevazione verso quei cieli dove tutto è armonia. È come se dicesse che è solo la trasmettitrice di qualcosa che passa attraverso di lei. Descrive il suo talento con estrema umiltà, ma lei sa il lavoro che ci è voluto per arrivare ,no a lì. Il talento va lavorato, af,nato, ,nché puoi s,orare qualcosa di alto».
Perché la tocca questo passaggio?
Perché, poi, nel momento in cui ha voluto ritrovare la sua femminilità, quando si è innamorata di Aristotele Onassis e ha dovuto lottare per ottenere il divorzio in un’Italia in cui il divorzio non esisteva, lì è tornata donna, toccando di nuovo la terra, perdendo il contatto coi cieli. Ha quasi smesso di cantare. Io non credo che Onassis sia stato il suo dolore più grande, ma che lei ha fatto la vita che ha voluto, magari ne ha pagato lo scotto. Lei diceva che cantare l’avevano deciso per lei sua madre, poi suo marito, ma che il suo desiderio era sempre stato avere una famiglia. È stata una donna di forti contrasti.
Cosa è stato facile e cosa dif!cile nell’interpretarla?
Facile è stato sentire subito un feeling struggente per una donna che viveva emozioni forti sia nel lavoro sia nel privato. Dif,cile era trovarmi per la prima volta sul palcoscenico, ma ho scoperto la bellezza e la magia di una relazione col pubblico che al cinema non hai.
Callas disse: «Vorrei scrivere io stessa la mia biogra!a per mettere le cose in chiaro. Sono state raccontate così tante bugie su di me». Anche lei è riservata, ma tutti scrivono di lei di continuo. Ci si fa pace?
La mia relazione con la luce è particolare. Vengo dall’Umbria, sono più una persona d’ombra, mi piace fare la mia vita tranquilla. Amo accompagnare le ,glie a scuola, sentirmi libera di fare la spesa e portare i sacchetti. Poi, il lavoro mi porta tappeti rossi, vestiti lunghi, ma il mio lavoro non sono io. Il dramma di chi fa un mestiere pubblico si sente solo se non riesci a vivere bene la quotidianità.
Callas aveva il mondo ai suoi piedi, eppure soffriva perché non si vedeva bella né magra. Fece diete durissime.
Eppure, era bellissima. A settembre, ero all’Herodes Atticus di Atene, in questo sublime teatro antico, con 24 orchestrali, 3.500 spettatori, una luna piena in cielo… Già l’orchestra e il teatro facevano tutto, io ero solo la ciliegia sulla torta, e quando sono arrivata nel camerino ho visto una foto di Callas pazzesca, con un vestito a ,ori e lo chignon. Era meravigliosa: questa donna, a un certo punto, ha deciso di essere quello che sentiva di essere, ha trasformato il suo corpo, ha trovato la chiave per essere come voleva. Chi l’ha fatta sentire non bella è chi non l’ha amata abbastanza, a partire da sua madre.
So che, agli inizi, per s!lare, a lei chiesero di dimagrire, ma si rifiutò. Dove si trova la sicurezza per dire:
vado bene così?

Non lo so. Forse una specie di sfacciataggine. Però, oggi, dico che bisogna ascoltare quando dicono «questo non va bene», certe volte hanno ragione, anche se non per i motivi giusti. Qualcosa che si può migliorare c’è sempre.
Lei è considerata fra le donne più belle del mondo e l’italiana più bella del mondo (Monica m’interrompe, ride con mille trilli).
Ma quando dice questa cosa, si rende conto che è assurda? Cioè, ragazzi… Se lei ci crede, e se io ci credo, è gravissimo. Ma chi la vuole questa cosa? Nessuno la vuole.
Vabbè. Lo dicono, lo scrivono e dunque: questa fama cos’è? Una fatica, un divertimento, un’ansia?
Ma scusi, eh…
Non rida. Risponda.
Non so. Io ho due !glie e, quando torno a casa la sera coi tacchi, mi dicono: senti, mamma, metti la vestaglina. La Tour Eiffel in casa non la vuole nessuno. È bella lì fuori, dov’è. Cioè: tutti abbiamo sete di cose vere.
Nella pratica quotidiana, come si rimane Tour Eiffel a 57 anni: quante diete, zumba, massaggi, personal trainer, chirurgia, crioterapia?
In foto siamo tutte belle, cominciamo da lì. E, comunque, nel mio lavoro, il corpo è il mezzo con cui esprimi tutto, è anche per questo che noi attori siamo così fragili. Sì, chiaro: faccio pilates e, se ho mangiato troppo, devo fare marcia indietro. Devo avere una forma di cura, ma non è manco maniacale. Ho sempre portato avanti le rotondità e mai sono entrata in un “ip di magrezza.
Prima di chiamarla, ho scritto “Monica Bellucci” su Google News e la notizia di un’ora prima era la sua dieta dei cinque giorni. A occhio, inventata. Lei ha mai pranzato a purè e pasta?
Ma no.
Googla mai il suo nome?
Ma neanche. Non ho il tempo e mi annoierei a morte.
La fragilità di cui parlava un attimo fa quando si fa sentire?
Fa parte della mia personalità, non dico mai: sono forte. Sono semplicemente una donna che cammina e che incontra delle rocce in terra: certe volte cado e mi rialzo; a volte, sono brava e le evito.
Com’è fatto il momento in cui Monica è fragile? Dice «basta, sono stanca» o cosa?
Sono i momenti in cui sono affaticata, però sono anche quelli in cui mi rendo conto che, con due !glie, si acquista una forza per cui, se non hai voglia di alzarti per te, ti alzi per loro.
Dopo il lockdown, è tornata a lavorare tantissimo.
Non avrei mai pensato che, alla mia età, avrei lavorato tanto. Tornerò in Italia a novembre con lo spettacolo su Maria Callas, poi sarò al Torino Film Festival con il !lm The Girl in the Fountain di Antongiulio Panizzi, su Anita Ekberg, una storia con un parallelo interessante fra lo star system di ieri e di oggi. Ho girato un action thriller di Martin Campbell con Liam Neeson, Memory. E, tra le altre cose, ho in programma una commedia americana con Toni Collette, Ma!a Mama. Scelgo sempre progetti che mi permettono di stare vicino alle bambine. Non so come faccio, ma ci riesco.
Le chiama bambine, ma Deva ha 17 anni ed è su tutte le copertine di moda.
Vede come sto messa? Malissimo… Sono più alte di me.
Si parla tanto di “generazione !uida”, di adolescenti che ri”utano le etichette di genere e vogliono amare senza riconoscersi in una casella. Se una “glia le dicesse «mamma, sono !uida»?
Direi: l’importante è che hai un’identità. L’identità è capire cosa piace a te, non diventare un oggetto di quello che piace agli altri.
Ovvero, prendere la !uidità come una scelta di puro anticonformismo anziché di libertà?
Eccola, esatto. Poi, quando si fa una scelta che ti corrisponde, nessuno può giudicare.
Eros Ramazzotti ha raccontato al Corriere della Sera che lei respinse la sua corte. Come andò?
Eros? Io non l’ho letta questa cosa.
Ha detto che si è pentito di non aver corteggiato abbastanza la donna più bella del mondo. E quella donna era lei.
Mah… Ci dobbiamo sentire al telefono allora.
Lei ride. Ma che successe?
Cado dalle nuvole. Ma quando? In tv, da Fiorello, quando Eros le cantò Più bella cosa non c’è.
Lui, ora, ha detto: «Poteva accadere qualcosa e non accadde nulla». Era il 3 aprile 2004.
Ma ero incinta di cinque mesi! Aspettavo Deva!
Lui ha detto «eravamo tutti e due liberi». Era un “lm suo? Non l’aveva invitata a cena o si era dichiarato?
Ma no… Giuro che lo chiamo. Eros è un amore, ho rispetto totale di lui.
Adesso, un amore c’è?
Il bello di avere la mia età è che posso permettermi di non dirlo.

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November 4, 2021

Avec L’Amour Flou, Romane Bohringer adapte son film en série et nous plonge ainsi dans le quotidien de son ex-couple réuni au sein de leur Sépartement Un projet fou porté par un casting fou, à découvrir dès le 8 novembre sur CANAL+.

L’AMOUR FLOU : UNE SÉRIE POUR LA SUITE DU FILM

Deux ans après ce succès, et alors que le public ne cessait de lui demander comment chaque membre de la famille pouvait évoluer avec ce mode de vie, Romane Bohringer nous dévoile la suite de cette aventure follement singulière et généreusement émouvante dans une Création Originale CANAL+.

Écrits par Romane Bohringer en collaboration avec Philippe Rebbot, Gabor Rassov et Lou Bohringer, les 9 épisodes de L’Amour Flou nous font pousser les portes de ce fameux Sépartement, avec à la clé des séquences drôlissimes, des situations rocambolesques, mais aussi et surtout de la joie à tous les étages.

A mi-chemin entre la réalité et la fiction, la série met en avant des acteurs plus vrais que nature avec les arrivées remarquées de Monica Bellucci et Eric Caravaca dans les rôles des nouvelles moitiés des exs unis. Et cela sans oublier le retour de Richard Bohringer, Astrid Bohringer, Roland Rebbot, Reda Kateb, Aurélien Chaussade et Aurélien Vernant… C’est clair et net : L’Amour Flou va ensoleiller votre automne ! (с)

L’Amour Flou, disponible à partir du 8 novembre sur myCANAL et diffusé à raison de 3 épisodes tous les lundis soirs pendant 3 semaines sur CANAL+.

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